Porcelain

Starring Maria Vera Ratti

A ROCKETT production
Interview to Maria Vera Ratti by Margherita Bordino

Maria Vera Ratti, 31 anni, attrice, si muove dentro una riflessione lucida sul ruolo dell’attore oggi, tra responsabilità artistica e responsabilità civile. L’idea che chi recita sia anche un cittadino prima che un interprete la trova profondamente d’accordo: raccontare storie significa sempre, in qualche modo, restituire un’immagine del mondo. Per questo sente una responsabilità verso gli esseri umani che interpreta, che diventano specchio di esperienze reali, fragilità condivise e verità possibili.

Nel suo lavoro cerca di essere il più possibile cristallina, evitando forzature o compiacimenti, e scegliendo ruoli che possano rispecchiare la sua visione della realtà. Non si tratta di lanciare messaggi in modo esplicito, ma di restare fedele a un’idea di racconto che abbia una base autentica, capace di parlare al presente. Anche la dimensione politica, intesa in senso ampio, entra in gioco attraverso le scelte e la coerenza con ciò che si decide di interpretare. Quando si parla di linguaggi del cinema, Maria Vera Ratti non oppone realismo e immaginazione: entrambi, se usati con consapevolezza, possono raccontare la vita e la complessità dell’esperienza umana. Ciò che conta è la verità emotiva, più che la forma.

Nel suo percorso recente, la serie “Roberta Valente – Notaio in Sorrento” è stata una sfida importante, sia per il ritmo produttivo sia per l’accuratezza richiesta dal ruolo. Interpretare un mondo professionale sconosciuto l’ha portata a un lavoro di studio intenso, quasi accademico, ma anche a sviluppare maggiore reattività sul set. Sul piano umano, si riconosce soprattutto nella determinazione, meno nella pianificazione: preferisce reagire piuttosto che prevedere, lasciandosi guidare dagli eventi. Anche il tema della competizione nel suo ambiente viene ridimensionato: per lei contano le relazioni costruite nel tempo e la capacità di riconoscere il talento altrui senza perdere il legame umano. Infine, il rapporto con le città in cui ha vissuto racconta un’identità mobile ma radicata: Napoli come origine, Roma come casa adulta, e un’idea di appartenenza che cambia insieme a lei.

Interview

Maria Vera Ratti

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