The eyes, chico, they never lie

Starring Andrea De Sica

A ROCKETT production
Interview to Andrea De Sica by Chiara Del Zanno

Se è vero che Andrea De Sica non fa mai lo stesso film, è anche vero che imbastardire e violare il genere è la sua cifra. Gli occhi degli altriil suo terzo lungometraggio appena uscito, ha iniziato a perseguitarlo dieci anni fa, dal giorno in cui navigando in barca le acque dell’Isola di Zannone, ha scoperto la villa abbandonata che fu dei Marchesi Casati-Stampa.

«Avevo questa villa che mi guardava dall’alto e mi sono avventurato, entrando nella casa. Gli occhi degli altri sono innanzitutto i miei, ma anche i nostri, del pubblico che guarda. Il cinema è sempre un atto di voyeurismo, ci piace spiare stando in una posizione di comfort».

Ad affiancarlo nel film che spera sia l’inizio della sua maturità artistica e personale, due grandiosi protagonisti: Jasmine Trinca e Filippo Timi, insieme in una storia torbida e magnetica, sul confine tra amore e violenza e sull’abisso della trasgressione: «Sono cresciuto con una madre sola, una donna meravigliosa. Ho sempre avuto un rapporto col sesso femminile molto bello e paritario. Jasmine è una mia cara amica, andavamo insieme alle medie a Testaccio, e questo ha aiutato. Volevo entrare nell’idea di questa donna che gode del suo corpo in modo assolutamente libero, e poi a un certo punto decide di non farlo più».

Ben distante dal comizio politico, Gli occhi degli altri mira a un epilogo scioccante, in cui la tragedia classica incontra la cronaca nera: il mistero del delitto Casati-Stampa, che fu a tutti gli effetti anche un femminicidio nel 1970, per mano di un uomo al quale Filippo Timi regala una tridimensionalità impressionante: «La sua filosofia nel film è strana e contraddittoria, dentro questa sua idea di libertà sessuale c’è qualcosa di ultra conservatore. Filippo ha questa voce, insieme a questa espressività, che rimangono impresse sull’immagine come fossero dipinti. Io godo vedendo i trailer e sentendo la voce di Timi».