Ne L’Appelez Pas Reind
Starring Anna Galiena
A ROCKETT production
Interview to Anna Galiena by Chiara Del Zanno
A ROCKETT production
Interview to Anna Galiena by Chiara Del Zanno
Austera quando serve, ma anche ironica e incredibilmente generosa nel raccontarsi. Tra i protagonisti del nuovo numero Déluge, Anna Galiena non si risparmia e parte dalla sua giovinezza: «A 11 anni ho iniziato a leggere tutto, addirittura l’Ulisse di Joyce. Ero altissima, molto seria, stavo zitta. Alle spalle mi chiamavano “funerale”. Non so come mi chiamano oggi, forse “rompiscatole”? C’è questa cosa che agli attori esigenti gli dicono “quanto è bravo, quanto è serio”. L’attrice esigente? “Quanto è rompiscatole”».
Fieramente rompiscatole, con il suo debutto a teatro nel ruolo di Giulietta Capuleti conquistò New York, per poi diventare, negli anni Ottanta, membro a vita dell’Actors Studio. Di quell’epoca straordinaria conserva infiniti aneddoti: «Nel ’68 mi maturavo, nel ’69 ero riuscita a convincere i miei a mandarmi a Londra. Appena arrivata, non ho fatto niente di ciò che era programmato, ho avuto un’avventura dopo l’altra. L’unica cosa di cui mi rammarico? Avevo ancora un rimasuglio borghese addosso: quell’anno c’era il mio cantante, Bob Dylan, nell’Isola di Wight. Tenda, materassino, campo libero… Quindi non sono andata, quel salto non potevo ancora farlo. Gli anni Settanta a New York sono stati bellissimi, perché pieni di fermenti. Ma, ragazzi, erano altamente pericolosi».
Archibugi, D’Alatri, Luchetti, Muccino, Tinto Brass: è a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila che esplode anche in Italia, con ruoli indimenticabili in film come Senza pelle e La scuola, ma anche in Come te nessuno mai, primo grande successo di Gabriele Muccino, con il quale oggi è tornata a teatro per la trasposizione di A casa tutti bene: «Volevo assolutamente rilavorare con Muccino, per il fatto di esserci stata quando lui cominciava il cinema, e poi esserci per il suo debutto a teatro».
A Déluge, Galiena regala anche un ricordo personale su alcuni grandi compagni di viaggio come Robin Williams, Marcello Mastroianni e Peter Greenway: «Robin era inarrestabile, aveva un gran bisogno di far ridere. Ovviamente era esilarante, ma ho anche sentito il suo malessere. Marcello? Che grande compagnia che era. È stata una delizia lavorarci insieme, aveva una sua cortesia e una delicatezza innata. Greenway… posso dire una gran figata?». Ma nonostante tutto, Anna Galiena continua a ripeterci che «devi sempre ridimensionare. Tanto se non lo fai tu, ti ridimensiona la vita».